Disclaimer: Fullmetal Alchemist e personaggi appartengono ad Hiromu Arakawa-sama, all\'Aniplex e alla Square Enix. Nell\'utilizzare i personaggi non ottengo alcun guadagno se non la mera soddisfazione personale di vedere i fratelli Elric amarsi in maniera tata çwç

Questa è un theme set della community 1Sentence.
Set: Gamma
Fandom: Fullmetal Alchemist - Edward Elric x Alphonse Elric
Status: 50/50
Avvertenze: Incesto ♥

#01 – Ring – Era un motivo stupido, lo sapeva benissimo, ma era ben felice di aver perso il braccio destro anziché il sinistro, perché così poteva ammirare meglio quella splendida fede che lo legava al suo fratellino – in nome dell\'amore, dell\'affetto fraterno, di ogni cosa.

#02 – Hero – La banalità dei suoi pensieri lo faceva arrossire, ma a guardare la schiena di suo fratello l\'unica cosa che gli veniva da pensare era la gratitudine per averlo riportato alla vita – il suo piccolo eroe.

#03 – Memory – E il ricordo più triste gli attanaglia il cuore, ogni volta che pensa all\'odore delle coperte di Al, al calore del suo corpo, al suono della sua risata, il suo ricordo più bello e il più doloroso.

#04 – Box – Non lo dava a vedere, ma era di cuore tenero – quando Alphonse si addormentava, lui saliva in soffitta, e in una scatola rossa metteva ogni fotografia che li raffigurassero insieme, sorridendo per la fortuna che aveva avuto.

#05 – Run – Era suo, solo suo, di nuovo suo, e le sue mani schizzavano veloci sul suo petto, sui suoi fianchi, sulle cosce, e le labbra saggiavano affamate ogni parte del suo corpo, correndo contro il tempo per la paura di vederlo sparire di nuovo.

#06 – Hurricane – Guardare Edward giocare coi suoi amici metteva sempre allegria ad Al: le braccia aperte, i capelli al vento e le gambe sempre in corsa lo facevano sembrare un piccolo uragano – e avrebbe tanto voluto essere come lui, un giorno.

#07 – Wings – Lui era un misero peccatore, a cui Dio aveva strappato le ali per non permettergli di vedere il viso del suo angelo per il resto della sua vita – e senza di cui sentiva di non potercela più fare.

#08 – Cold - \“Ma Niisan, sto bene, non ho freddo!\” sbottò Al guardando le iridi illuminate di suo fratello – il sorriso brillante sulla sua bocca, il braccio stretto intorno alle sue spalle avvolte nel suo cappotto; \“Non importa Al – a lui importava solo avere il suo calore in quell\'istante - non importa.\”

#09 – Red – Alla fine, il rosso era davvero un bel colore: il colore del tramonto, del suo cappotto, delle mele, delle guance tonde di Alphonse quando gli sussurrava qualcosa di poco casto all\'orecchio – una delizia per i suoi occhi.

#10 – Drink – Lo aveva sempre odiato – quando era piccolo se lo metteva tutto in bocca e lo sputava su una povera pianta, quello stupido liquido bianco – ma ora, bevuto dalle labbra di Alphonse, quel latte malefico assumeva tutto un altro sapore.

#11 – Midnight – Poco importava che ora fosse, ormai: finché avesse avuto il suo niisan affianco, sarebbe potuto essere mezzanotte per tutta la vita.

#12 – Temptation– Ora che aveva di nuovo il suo corpo, sentiva l\'impulso irrefrenabile di toccarlo, di sentirlo dannatamente vicino a sé; ma doveva resistere alla tentazione.

#13 – View – Il panorama più bello che avesse mai visto dava le spalle alla tomba di sua madre, ed fu lì che promise che qualunque cosa sarebbe successa sarebbe andato avanti: per lui, per Al, per il sorriso eterno della loro mamma.

#14 – Music – Sentire la sua voce rotta dai gemiti chiamare il suo nome; il mormorare dolce dopo l\'orgasmo: era quella la sua musica preferita, quella del cuore del suo fratellino.

#15 – Silk - \“Niisan, se continui così mi consumerai!\” lo rimproverava spesso Al – e solo per l\'unico peccato che si concedeva dopo anni di ferro e sangue: accarezzare la sua pelle morbida come la seta.

#16 – Cover – Quando eravamo piccoli, e la notte avevo gli incubi, il mio niisan si avvicinava in punta di piedi al mio letto, abbracciandomi da sopra le coperte e dandomi un bacio sulla guancia – un po\' per proteggermi, un po\' per farsi perdonare.

#17 – Promise - \“Ho vinto. Ora bevi il mio latte.\” E lui da bravo tontolone non poteva dirgli di no, data la promessa che gli aveva fatto – e in fondo, non ne avrebbe avuto motivo, poiché in verità amava perdere contro il suo fratellone solo per bere un bicchiere di latte in più.

#18 – Dream – Alla fine non aveva più nessun sogno da realizzare, perché la più grande soddisfazione della sua vita era lì, affianco a lui, e sarebbe valso più di un qualunque sogno, per sempre.

#19 – Candle – Gli occhi di quella grande armatura erano la candela della sua anima, e per quanto potesse affievolirsi, non l\'avrebbe mai fatta spegnere.

#20 – Talent – Il suo talento nascosto – neanche tanto, in verità – aveva un potere immenso; \“Ok, ok, basta guardarmi con quegli occhioni, adesso lavo i piatti! Noioso!\”

#21 – Silence – Dietro il portale, l\'unica cosa che gli teneva compagnia era il silenzio – così pesante da fargli male, fino al cuore.

#22 – Journey – Non importava quanto dura sarebbe stata, non importava quanto sangue avrebbero versato lungo il loro viaggio alla ricerca della salvezza: non si sarebbero mai fermati, fino alla fine.

#23 – Fire – Per quanto fosse imbarazzato nel sfiorarlo, per quanto leggere fossero le sue dita sul suo petto glabro e pieno di cicatrici, i tocchi di Alphonse erano caldi, come fuoco rovente.

#24 – Strength – La sua forza stava nel suo sorriso: nonostante la sua debolezza – nonostante fosse pelle e ossa, dopo anni passati ad aspettare – lui non riusciva a fare altro che sorridere, e a sussurrare che sarebbe andato tutto bene, da quel momento in poi.

#25 – Mask - \“Indovina chi sono!\” Non che fosse un grande problema: lo avrebbe riconosciuto tra mille, anche ad occhi chiusi, anche se avesse indossato una maschera.

#26 – Ice – A volte, gli incubi diventavano più insopportabili del solito, e al risveglio l\'unica cosa che desiderava era di non tenere tra le mani un corpo gelido e senza vita, quando sarebbe riuscito a far tornare Al umano.

#27 – Fall – Lo ammirava danzare con le foglie rosse, ridere e invocarlo come faceva sempre, mentre l\'autunno fresco li abbracciava – ed era tutto così dolce, così perfetto.

#28 – Forgotten – L\'unica cosa che temeva davvero, al di fuori di tutto, era di essere dimenticato: da Winry, dalla zia Pinako, dal suo adorato fratello.

#29 – Dance – Non avrebbe mai pensato che stare tra le sue gambe, sentire il suo abbraccio forte e caldo, potesse essere la causa scatentante di una danza di mille emozioni nel suo petto.

#30 – Body – Lo guardava dormire, sospirando – ed era proprio in quelle notti di luna piena, silenziose, vuote, che desiderava con tutto il suo cuore inesistente di avere un corpo.

#31 – Sacred – Chiunque li vedesse da fuori pensava che il loro rapporto fosse sacro – perché tanta devozione l\'uno verso l\'altro era impensabile e alquanto rara, e colpiva dritto al cuore.

#32 – Farewells – L\'immensità del Portale davanti ai suoi occhi stanchi lo portava spesso a pensare a quanto bello sarebbe stato, un giorno, dirgli addio per sempre.

#33 – World – Non importava dove fosse, cosa facesse, dove andasse: finché sarebbe stato col suo fratellino, avrebbe avuto il suo mondo.

#34 – Formal – Amava da morire sentire la voce di Alphonse rivolgersi agli estrani – così carino, così educato, così formale.

#35 – Fever – Quando Ed si ammalava, Al stava sempre accanto a lui per assisterlo e poi, per ripicca, quasi sembrava decidere di voler vedere ricambiato il favore e correva in mezzo alla pioggia, sperando nelle amorevoli cure del fratello, la mattina dopo.

#36 – Laugh – Non era tanto la sua risata, che gli mancava: era l\'espressione del viso, quell\'aprire la bocca e gli occhi brillanti, felici, innocenti – e al solo pensarci si sentiva male.
#37 – Lies – Quando Alphonse riprese i sensi, e incrociò lo sguardo preoccupato del fratello, tentò di articolare i suoi in una piccola bugia, per farlo sorridere - “Sei diventato alto, niisan.”

#38 – Forever – Bastava guardarlo negli occhi per capire che sarebbe stato con lui per sempre.

#39 – Overwhelmed – E quasi si sentì schiacciato da quell\'abbraccio, la stretta di un\'armatura e un cuore di bambino – gli sembrava impossibile, che lo avesse appena visto dall\'altra parte del portale, pelle e ossa, a chiedere tacitamente aiuto.

#40 – Whisper - \“Niisan...\” Un sospiro in mezzo al vuoto, nel silenzio della notte, nell\'abbraccio della solitudine.

#41 – Wait – Quanto ancora avrebbe dovuto aspettare, prima di poter smettere di patire la fame, la sete, la solitudine?

#42 – Talk – Le persone che aveva incontrato sapevano tutte chi fosse Edward Elric; e lui si sedeva, ad ascoltarli parlare della vita del fratello, e della sua, rinchiusa da qualche parte nel suo cuore.

#43 – Search – Sarebbe andato avanti fino a quando non avrebbe trovato un modo per tornare dal suo fratellino, a qualunque costo.

#44 – Hope – In fondo al cuore aveva pulsante la speranza di poter rivedere quei pozzi dorati illuminarsi di gioia, un giorno.

#45 – Eclipse – Ricordava distintamente alcuni momenti della sua infanzia – per esempio la sua prima eclisse, quando tutto si era fatto improvvisamente buio e il suo niisan lo aveva abbracciato, lamentandosi di quanta paura avesse del mondo.

#46 – Gravity – I sentimenti gravavano pesanti sul suo cuore, schiacciati dalla gravità dei suoi pensieri sporchi, vietati, puri.

#47 – Highway – Il cuore batteva veloce, i pensieri schizzavano lungo le sue vene, invadendo il suo corpo, come se fosse un\'autostrada su cui ogni cosa potesse sfrecciare rapida e veloce; era lì, davanti ai suoi occhi, e non riusciva a crederci ancora.

#48 – Unknown – Era un campo sconosciuto, il suo corpo – ma lo sarebbe stato ancora per poco.

#49 – Lock – Quante porte avrebbe trovato ancora chiuse, prima di riuscire a trovare quella giusta e abbandonare quel mondo senza la sua unica ragione di vita?

#50 – Breathe – Uno, due, tre, stop, a trattenere l\'aria: riusciva a sentire la sua tensione sotto le sue dita, l\'eccitazione sottoforma di respiri brevi e sconnessi di Alphonse mentre lo toccava – ed era la prima volta che si sentiva davvero così bene.

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