Atto II: Heartbreaker
Scena Due
Il rumore dei suoi passi rimbombava lievemente lungo il grande e vuoto andito,
mentre la sua ombra si muoveva, seguendo e sorpassando il suo padrone ad ogni
passo.
Certo, lui non era un tipo allegro, ma quel grigio nelle pareti era così
monotono che lo faceva sentire come chiuso in gabbia. Apprensione e oppressione,questo
sentiva.
Specie in quel momento, in cui si trovava da solo.
Fece la rampa di scale, le gambe nude che si muovevano sinuose ad ogni gradino.
Cominciava a sentire la mancanza dei suoi jeans macchiati. Almeno lo coprivano
dal freddo.
Gli ultimi gradini li fece pensando a Takao.
Se ne sorprese lui stesso, ma si chiese se davvero un veleno, studiato sulla
base di un DNA, potesse effettivamente distruggere una persona come lui.
Si chiese se fosse necessario un sacrificio del genere.
Certo, voleva vendicarsi del torto subìto, lui...ma la morte era un giusto
prezzo?
"...Ma che cazzo sto pensando..." disse, passandosi una mano tra i
capelli e sorridendo.
Logico che se lo meritasse. Anche perché lui restituiva smepre il doppio
del torto subìto.
E il torto che Takao gli aveva fatto era peggio della morte.
C'era rimasto, quel giorno.
Ma presto sarebbe arrivato il suo momento.
Fece l'ultimo scalino per poi voltare subito a sinistra dove, sogghignando,
vide una debole luce filtrare da una porta semichiusa.
"...E adesso giochiamo..."
"Si...grazie, tesoro...ok, ti aspettiamo..."
Rei chiuse il telefono, stiracchiando le braccia a buttando un'occhio all'orologio.
Non sembrava, ma dal ritorno di Takao era passata già un'ora buona.
Sospirò, poi uscì fuori in giardino dove Max, seduto sull'erba
umida, aveva lo sguardo puntato al cielo.
"Chiamata?" disse, senza staccar lo sguardo dal Firmamento.
"Sì...sarà qui nel gior di dieci mintui...deve finire cena...tu
hai fame?" chiese, sperando in una risposta affermativa.
"No, thanks...mi si è chiuso lo stomaco..." ridacchiò.
"Capito..."
"Però s evuoi puoi farmi un bel thé caldo..."
"D'accordo coniglietto, vado a preparartelo..il nonno?"
"Sta per tornare, è alla palestra di kendo del centro..."
"Ok, allora farò thé per tutti, va..." disse, rientrando
dentro casa che, nel giro di poche ore, era caduta in un silenzio tombale.
Inutile ammetterlo, ma l'assenza del padroncino di casa endeva il tutto un vero
mortorio. Cominciò a trafficare con le stoviglie, conquistò la
sua teiera e, in pochi minuti, l'acqua stava già bollendo sul fornello.
Che desolazione.
Diede una leggera spinta alla porta, poggiandosi
sopra col gomito. Sorrise quando vide il corpo dell'amico sdraiato sul letto
bianco, con le braccia dietro la nuca e le gambe accavallate.
"Sono qui..." si annunciò, azzardando due passi contati verso
in letto. Lui sollevò il suo sguardo di ghiaccio, contemplando il fisico
dl compagno da capo a piedi.
"Bentornato, eroe..." disse, mettendosi seduto. Kai si sedette al
suo fianco, sogghignando.
"Hai voglia di far ironia oppure sei semplicemente stupido?"
"E chi può saperlo..."
"Non rubarmi le frasi, Ivanov..."
"Tu non fare del sarcasmo con un tuo superiore.."
"Oh, signor Capitano...mi stan tremando le mutande..."
"Davvero? - disse, dandogli una spintarella e costringendolo a sdraiarsi
- Sarà melgio levarle, allora..."
Kai sogghignò, prendendolo per il colletto e avvicinandolo pericolosamente
alla sua bocca.
"Prendile, se ci riesci.." gli sibilò, con la malizia negli
occhi. Yuriy lo fissò per qualche attimo, accentunado il suo sorriso
poi, rapido e deciso, catturò le labbra del compagno, assaggiandole avidamente.
Kai gli permise di entrare dentro di lui, dischiudendo le labbra e sentendo
la lingua calda del moscovita muoversi alla ricerca di una risposta che non
tardò ad arrivare. Rimasero in contatto per attimi interminabili, mentre
Yuriy si sistemava sopra di lui, bloccandogli le mani.
"Ehi...no, no, non mi paice star sotto!" si lamentò Kai.
"E sai cosa me ne importa?" ribatté, sorridendo.
"Sei solo uno stronzo..." gli bisbigliò, con finto odio nella
voce.
"Ho preso tutto da lei, signor Hiwatari..." rispose, inarcando la
schiena e fiondandosi sul collo nudo del compagno, che chinò il volto,
aiutando il suo..amico di giochi a fargli raggiungere i punti che lui amava
tanto esser stuzzicati.
"Porco cane, Yuriy, così mi fai eccitare..."
"E' quello che voglio, infatti..." bisbigliò mentre, piano,
mordicchiava il lobo dell'orecchio.
Il suo sguardo cristallino si spostò sul
grande portone d'ingresso non appena questi venne spintoin avanti da una mano
esterna. Nonno Ryu, scrollando le spalle, mise piede in giardino, chiudendo
nuovamente l'ingresso per poi notare la presenza poco allegra dell'amerciano.
"Max!"
"Oh, bentornato nonno..." disse, sforzandosi di sorridere. Il vecchio
lo guardò, perplesso, mentre gli si avvicinava guardandosi attorno.
"Mh...Ma dove sono Rei e Takao? Ti han lasciato qui da solo?"
"No, no...Rei sta rpeparando il thé per tutti...Takao..."
Il portone si spalancò di nuovo lasciando entrare Liu con affanno.
"Max!! - disse, raggiungendo i due - Cosa accidenti vuol dire che Kai è
tornato?!"
Ryu spalancò gli occhi, poi reindirizzò il suo sguardo a Max,
che trattenne a stento un singhiozzo, abbassando il viso.
La sua lingua continuava ad esplorare il pallido
collo mentre, con la mano, scivolava lentamente nel basso ventre, accarezzando
con estenuante lentrezza l'introcoscia, intrufolandosi dentor i suoi boxer.
Kai sollevò in alto la mano, chiudendola ed aprendola in un pugno per
cercar di scaricare la sovreccitazione, in modo da non dare a Yuriy la soddisfazione
di sentire anche solo un suo gemito di piacere.
Almeno fino a quando la sua bocca non avrebbe deciso di aprirsi di sua spontanea
volontà.
"Kai...- disse il rossino, con un sorriso malizioso - Non puoi trattenerti
oltre..."
"Zitto...ce la faccio benissimo..." fece, mordendosi il labbro inferiore.
"Sei...sempre il solito... - sussurrò, leccandogli lentamente il
collo - Si vede lontano un miglio che stai cercando di resistermi..."
"..Vuoi che lo ammetta?! Ok - portò una mano tra i suoi capelli,
tirandoli a se - Lo ammetto. E ora, porco d'un lupo, potresti gentilkente smettere
di girare attorno al mio amico e cominciare a lavorare un po'?!"
"...Kai è tornato?" fece Ryu,
con la voce che riusciva a malapena a raggiungere l'esterno. L'americano si
asciugò una lacrima poco prima che qeusta potesse vedere il mondo, poi
sollevò lo sguardo, annuendo. Non fece in tempo a rispondere a voce che
si ritrovò la cinesina a due centimetri da naso, con lo sguardo irabondo
e le mani sul colletto della felpa.
"Max, cosa diamine è successo?! Dov'é Kai?! Dov'é
Takao!?" disse, scuotendolo.
"K-Kai non lo so...Takao è...è..."
"Takao è a letto, sta dormendo..."
La porta scorrevole si aprì, mostrando Rei intento a sistemarsi l'ultimo
bottone del pigiama azzurro.
"..Rei.. - fece la ragazza, mollando Max e prendendo Rei per le spalle
- ...cosa è successo...?"
"...Venite dentro...ne parliamo con calma..."
"Quanto...sei noioso..." bisbigliò,
continuando a stuzzicare il lobo dell'orecchio.
"No, Yuriy...non sono io noioso...sei tu che fai..lo stornzo..mh..."
"Ihihih...cederai rpesto..."
La mano di Yuriy scivolò nuovamente fuori dalla biancheria del Blader
della Felince, lasciasndo che le dita sfiorassero lentamente lo stomaco, il
petto...fino a fermarsi nell'aerola scura dei capezzoli, cominciando a stimolaro
lentamente.
"Mh..." sussultò lievemente Kai, stringendo e aprendo la mano
ancor più forte.
"Dai, Kaichan..."
Il moscovita sollevò la testa, incorciando la porpora negli occhi lucidi
del suo sottomesso, senza lasciargli un attimo di respiro. Acchiapèpò
rapidamente le sue labbra, mordendole, succhiandole per poi iontrufolare la
lingua nella bocca di lui, iniziando a giocare con il suo organo, invitandolo
ad affondare il bacio.
Kai sollevò un poco la testa, assapporando appieno ogni angolo della
bocca di Yuriy, mentre la mano libera percorreva la colonna vertebrale, fino
ad entrare sotto i pantaloni bianchi, sfiorando coi polpastrelli le sue natiche.
I due si separarono, e il moscovita lo osservò, sorridendo mentre anche
l'altra mano cominciava a torturare la zona scura del suo petto.
"Sei un po'...irrequieto o sbaglio..?" sogghignò.
"Non..sono io...è...è lui che..vuole giocare..con te.."
sussurrò, consapevole del fatto che il suo bacino aveva cominciato a
chiedere un contatto fisico di qualsiasi genere.
L'importante era comnunque dar libero sfogo alla sua voglia.
Yuriy sollevò la mano, sorridendo, poi con la schiena si voltò
verso il ventre del suo amante, poggiando il palmo sul rigonfiamento, e sfregandolo
contro lentamente.
"Giochiamo, allora!" esclamò, con fare innocente, poi dopo
ancora qualche carezza, sollevò la mano, facendo ciao ciao a Kai.
"Y-Yuriy..non puoi farmi qu..."
Il moscovita gli infilò due dita nella bocca, senza dare al giovane possibilità
di protestare.
"Zitto Hiwatari. -sentenziò - Siamo appena all'inizio."
Ryu si sedette sulla sua poltrona, osservando
assieme a Liu i due con fare inquisitorio.
Rei poggiò le tazze sul tavolino, poi rpese posto su una seggiola in
legno, accavallando le gambe e poggiando la testa sul palmo della mano.
"Allora - esclamò la ragazza, battendo nervosamente il piede e ignorando
la bevanda fumante - Cosa-è-successo?"
Max continuava a fissare il vuoto, senza parlare.
"...Takao è uscito verso le sei...per farsi una camminata...è
tornato..due roe fa... - disse, mentre il grande orologio da muro scoccava le
dieci e mezza - ed..era sottoshock..."
"K-Kai...lo ha violentato.." sussurrò Max. Ryu si sollevò
in piedi.
"Violentato?!"
"No... - riprese rei - No, nonc redo che l'abbia violentato...Takao fisicamente
sta bene....forse....Kai non gli ha detto subito che..." tentennò.
" -Che- cosa?!" fece il vecchio, battendo le mani sulla superficie
in legno.
Il teh uscì a piccole gocce dalle tazzer.
"..Che lui...e Takao..sono nemici..."
Osservò quegli occhi di ghiaccio, mandando
amichevolmente a fare in culo il loro proprietario.
Più che succhiarle, in quel momento avrebbe preferito morderle, quelle
dita, ma..l'istinto sessuale in quel momento aprevaleva su qualunque cosa.
Mordicchiò i polpastrelli lentamente, andando sempre più verso
la base, prendendo lentamente a succhiare, leccare quelle dita dolcemente salate.
"E bravo Hiwatari...Su, su...se fai da bravo ti faccio un regalo..."
fece Yuriy, sogghignando.
Il suo dito indice della mano libera scorse lungo il viso, il collo, il petto...fermandosi
sull'ombelico, disegnandovi attorno una spirale.
"Sei..davvero attraente..." sorrise. Scese ancora fino ai boxer, agganciandoli
e cominciando a tirare l'elastico. Lo osservò, sorridendo, poi sfilò
le dita umide dalla bocca dell'amante, leccandole a sua volta.
"..Tu sei..un dannato maniaco..."
"Grazie del complimento! Ti danno fastidio i boxer?" chiese a bruciapelo.
"..No, ma sai..non vorrei sporcarli.." fece, sollevando un sopracciglio.
Alché Yuriy sorrise, sollevandosi dal corpo di Kai e distendendosi sopra
di lui, tenendo il suo bacino a pochi centimetri da quello della sua vittima.
"Spiacente - fece, facendo aderire i due corpi - Ma dovrai correre questo
rischio.."
Il suo bacino cominciò lentamente a muoversi su quello del compagno,
sfregando contro il suo basso ventre, stimolando pian piano il membro di Kai,
che si morse un labbro, cercando di trattenere qualsiasi gemito.
"...Che cosa?! Nemici? Rei, spiegati!"
"Lo farei volentieri, nonno, ma...dovremo aspettare che Takao si risvegli...di
più noi non sappiamo..."
"...Io lo ammazzo.."
"Liu..."
"Ma..Rei..."
Il cinese scosse la testa, posandosi un dito sulle labrba in segno di silenzio.
"Non è il caso di fasciarsi la testa prima del tempo...E poi...non
sappiamo perché Kai abbia atto una cosa simile..."
"Hiwatari era un delinquente, Rei!" disse la cinesina, alzandosi in
piedi.
"No, Liu - intervenne Ryu - Kai...è cambiato molto..molto tempo
fa...Non è da lui comportarsi così...ci sarà qualcosa dietro..."
"Penso anch'io la stessa cosa...Potrebbe esser stato costretto da suo padre..."
"N-no... - fece l'americano, sottovoce - Kai non è..il tipo che..si
fa dare ordini..."
"Quindi tu credi davvero che Kai abbia fatto tutto questo di sua spontanea
volontà, Max!?"
"I-io...Non lo so.." disse, mettendosi le mani fra i capelli biondi.
"Perché...mi torturi così?"
fece il russo, con un sorriso malizioso.
"Perché adoro...vederti soffrire..." rispose il rossino, ricambiando.
"Non è...la risposta esatta..." disse, con voce rotta, mentre
anche il suo bacino comincava lentamente a seguire i movimenti del suo compagno,
che pareva trovarsi completamente a suo agio.
"Ah, no? - disse, catturando per qualche secondo le sue labbra - E quale
sarebbe?"
"Te lo devo ripetere..?"
"Mhh...si..." disse, sollevando lo sguardo al soffitto con non curanza.
"Perché sei...un dannato bastardo..."
"E non sai quanto mi paice esserlo... - fece, carezzando il suo naso -
Lo adoro..."
"Kai è un ragazzo a posto...non può
essere vendetta, perché non è certo colpa di Takao se sé
n'é andato...non può essere..niente..." disse il cinese,
passandosi una mano fra i capelli, sospirando.
Per qualche minuto calò il silenzio. Nessuno riusciva a capire...Non
c'era un nesso logico con gli avvenimenti.
Non c'erano motivazioni.
Eppure...
"Perché...perché ora..." bisbigliò Max.
"Max..." fece Liu, avvicinandosi al biondino e passandogli un braccio
attorno alle spalle.
"Lo stava...Lo stava dimenticando...ci...ci stava passando sopra...e adesso...e
adesso lui..."
"Max...stai tranquillo, dai..." disse, baciandogli la fronte e scuotendolo
dolcemente.
"Non...non ce la faccio..."
Liu sospirò, poi si alzò in piedi, tendendogli la mano.
"Su, andiamo a vedere come sta, ok?" esclamò, forzandosi di
sorridere. L'americano osservò per qualche secondo l'immagine offuscata
dalle lacrime della mano della ragazza, per poi afferrarla, sollevandosi dal
divano. Liu lo prese per la vita poi, scambiando uno sguardo con Rei, uscirono
dalla cucina, lasciando il cinesino in compagnia del vecchio Ryu, che a stento
tratteneva una lacrima.
Si riunirono per l'ennesima volta in un bacio
soffocante, mentre i bacini si fermavano e la mano di Yuriy faceva sfilare i
boxer di Kai, permettendogli, dopo il distacco dalle sue labbra, di ammirare
con soddisfazione l'eccitazione pulsante del compagno.
"Vedi che ci guadagni a star con me?" gli rimproverò, toccando
il membro duro con la punta dell'indice.
"E chi..si lamenta di questo..."
"Beh, con così poco sei già in questo stato...certo che sei
proprio un tipo facile..."
"Non si può mai essere sicuri di nulla nella vita..." sogghignò
in risposta.
"Che paroloni... - disse, spostandosi dal suo corpo e mettendosi in ginocchio
davanti a lui, aprendogli le gambe senza ricevere resistenza - Adesso vediamo...se
parli ancora..."
"Nonno, non rpeoccuparti...vedrai che si
sistemerà tutto..."
"Oh, Rei...Non immagini neanche...quante volte, passando davanti camera
sua, l'ho sentito piangere e chiamare il suo nome...Credo che...non sarà
mai più...lo stesso Takao..."
"Non dire così... -fece, prendendo la tazza del té e porgendola
al vecchio, che la afferrò, sospirando - Takao è forte...riuscirà
a passare anche questa..."
"Io lo spero...lo spero tanto..."
Rei gli abbozzò un sorriso, poi anche lui uscì dalla stanza, avvicinandosi
invece alla grande porta-finestra che dava sul grande e impeccabile giardino
di casa Kinomiya.
Dedicò il suo sguardo alla luna e sospirò.
"Andrà...tutto bene..."
Senza più dire una parola, il moscovita
inarcò la schiena sul sesso del compagno, prendendolo in mano e avvicinando
le labbra rosee alla sua punta.
Un brivido.
Yuriy cominciò lentamente a stuzzicarlo con la punta della lingua, per
poi cominciare a tastare con la bocca ogni simbolo centimetro di quella pelle
diafana e saporita.
Con la coda dell'occhio vide le mani di Kai stringersi nelle lenzuola, e sorrise,
compiaciuto.
Non si sarà mai bisogno di quella iniezione, pensò.
Era straconvinto che presto, molto presto, il cuore di Kai non sarebbe più
stato di Takao...ma suo.
Lentamente prese a pompare, aspettando impaziente che il suo liquido invadesse
la sua bocca.
"Mh..." mugugnò Kai, socchiudendo gli occhi e subendo la tortura.
Improvvisamente si rese conto di quanto male avesse fatto a fare una cosa simile.
Davanti a lui, in una macchia confusa di luce..un volto.
"Kai...cosa..cosa stai facendo..?"
Una voce disperata.
"...T..."
"Mh?"
Yuriy sollevò lo sguardo, senza interrompere il contatto orale. Kai sollevò
le palpebre, facendo segno di no con la testa. Yuriy fece un'espressione di
assenso, poi si dedicò nuovamente al suo giochino...
Un altro brivido.
"Che...che cosa vuoi...vattene via...tu..."
"Kai..perché mi fai questo...?"
"Vattene..."
Strinse di più gli occhi, liberando un gemito di piacere mentre veniva
nella bocca del moscovita, che ingoiò tutto, sollevandosi e ripulendo
con la lingua la punta del sesso.
Ricatturò rapidamente le sue labbra, sgocciolando il liquido sul suo
petto nudo, permettendo a Kai di perdere la totale coscienza dei suoi pensieri.
Almeno per il momento.
"Vorrei tanto..che si risvegliasse...e non
ricordasse niente di quel che è successo..."
"Sarebbe bello, ma..."
"Lo so...non...non si può..."
Max diede uno sguardo al viso rilassato di Takao, che pareva quasi non curante
di ciò che gli stava accadendo attorno.
Della nuova realtà appena iniziata.
Voltò la testa verso la scrivania, osservando i suoi sprizzi di gioia
immortalati nelle tante foto appese alle pareti.
Sprizzi di gioia...
"Liu..." sussurrò Max, senza staccare gli occhi da una foto
di squadra.
"Si?"
"Takao..sorriderà ancora?"
"Max...ma certo che si..."
"Ne sei convinta..?"
Liu fissò Takao, sospirando.
Le pareva quasi di sapere come tutto sarebbe andato a concludersi.
"Si, Max...ne sono convinta..."
"Ti..ti diverti, Hiwatari? Anf..." sussurrò
Yuriy, staccandosi per pochi secondi dalle labbra giusto per riprendere fiato.
"Mh..si...anf..."
"Bene...perché ora...devo divertirmi un po'...anche io..."
Spostò le braccia sui fianchi di Kai e, facendovi poca pressione, lo
costrinse a girarsi con la faccia rivolta al cuscino, mentre ancora ansimava.
Yuriy si mise nuovamente a cavalcioni mentre, con le mani tremanti d'eccitazione,
sbottonava la patta dei jeans, calandoli e portando all'esterno il suo sesso
ormai gonfio.
Senza più dire una parola, con le mani ancora piene dellom sperma del
patner, infilò pian piano le dia nel suo ano, preparandolo alla penetrazione
e, quando a parer suo fu pronto, cominciò lentamente ad intrufolarsi
nel suo corpo.
Kai fece un respiro smorzato, colto di sorpresa, e prese a stirngere tra le
dita le lenzuola, ansimando ad ogni tamponamento.
Una, due, tre volte...
E alla fine, di nuovo quell'immagine.
"Mh..Anf..."
"K...Kai..mh..?"
Buio.
Solo buio.
Un silenzio di tomba, nelle sue orecchie.
Eppure era totalmente cosciente del fatto che non era solo.
Ma non aveva comunque intenzione di aprire gli occhi.
Almeno epr ora...
Come...come poteva vivere ancora dopo quello che era successo?
Era finita.
Era...davvero finita?
Poteva davvero considerare quell'evento la fine definitiva della loro relazione?
No..non poteva essere così.
Non poteva finire in quel modo.
LUI gli doveva delle spiegazioni.
E, volente o nolente, gliele avrebbe date.
E fu in quel momento che riaprì gli occhi.
Convinto del proprio diritto di sapere.
"Basta...non perseguitarmi più...non..."
"Perché!? Perché mi fai questo?!"
Strinse ancor di più le coperte, mentre davanti ai suoi occhi vedeva...momenti
che avrebbe voluto vivere per sempre.
E che non gli erano più stati concessi.
"Anf...Ta...T..." bisbigliò, mentre gli occhi comicniavano
a velarsi di lacrime.
A tornare quegli splendidi pozzi purpurei.
"Anf...Kai...cos..."
"TAKAO!" gridò, afferrando quanta più lenzuola poteva
e agitando la testa, come impazzito.
"O...Oh cazzo!" fece Yuriy, incredulo.
Uscì rapidamente dal corpo di Kai, alzandosi dal letto e fiondandosi
verso l'armadietto della camera.
Scartò tremante l'involucro della siringa, mentre in tutta fretta estraeva
dalla tasca la boccetta azzurra.
"Dannazione...DANNAZIONE!!" urlò, aspirando il liquido con
l'ago e buttando la boccetts a terra ad operazione conclusa, poi si rimise sopra
Kai, immobilizzandogli il busto e facendogli l'iniezione alla base del collo.
L'ago rimase nel suo corpo finché gli spasmi non diventarono semplici
ansimii, mentre Yuriy gli accarezzava una spalla dolcemente.
"E' tutto finito, Kai... - fece, mentre questi chiudeva gli occhi
- ...Tutto finito."